sabato 29 dicembre 2018

Sulle spalle dei giganti

Ho appena terminato il libro "Sulle spalle dei giganti. La mia Harlem: basket, jazz, letteratura". Un bel libro in cui si parla abbastanza poco di basket, più letteratura e jazz e storia della cultura black nella Harlem Renaissance degli anni 20'-30'. Un libro utile cmprendere meglio un personaggio di grande statura morale e intellettuale come Kareem, un personaggio originalissimo il cui basket in campo rispecchiava la sua attitudine verso la vita e la società. Non parla quasi mai di quanto lui fosse devastante e unico come giocatore o del suo gancio cielo ma soprattutto del suo atteggiamento in campo e nella società, quasi che per lui l'essere un campione fosse una cosa secondaria. la sua vita si intreccia con quella di Alì, Marthin Luther King, Miles Davis (bellissimi alcuni aneddoti con il mito del jazz, basti dire che lui, Chamberlain e Kareem si alenavano a boxare nella stessa palestra, ma Davis non li filava di striscio, poi un giorno disse a Kareem "mi piace come giochi non come Wilt che sa solo schiacciare...").
Insomma un libro inusuale per un campione sportivo, un libro che va letto con attenzione per capire molte cose su New York e Harlem, visto dalla parte di chi ha scoperto la sua cultura un poco alla volta, una cultura nera che non compariva quasi mai sulle pagine dei libri o dei giornali ma che invece è stata fondamentale per la crescita dell'America, del Jabbar uomo e campione unico e inimitabile (sotto certi aspetti, il più grande...). Il messaggio è che comunque tutti noi poggiamo sulle spalle dei giganti della cultura, della musica, dello sport, delle battaglie sociali, che ci hanno preceduto e hanno costruito la possibilità per noi di essere quello che vogliamo essere e diventare.


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