venerdì 3 aprile 2020

Quizzone del Vate Bianchini, vince il pesarese Boni

Valerio col mitico Larry Wright del Bancoroma
Il Boni vince il Quizzone di Barduca il Vate Valerio Bianchini, indovinando esattamente tutte le risposte grazie soprattutto al suo infallibile aiuto d'archivio storico... che è ormai diventato celebre a livello mondiale. Bene anche gli altri che comunque si difendono alla grande ma il Boni si è preso pure il Bonus per il nome dello sponsor. Ecco le risposte alla domanda "quale squadra ha allenato e quando Bianchini a Bergamo?"
Quizzone il Vate
Squadra= Alpe Bergamo
anno = 1968-69
risultato = promozione dalla D alla C1 (all'epoca c'erano solo serie A, B, C e D e così via)
Sponosor = Von Wurster (non Viganò come diceva Mario)
Classifica Quizzone
Boni 4
Primera 2
Galiz 2
Mario 2
Fusto e Basco 1
Duca 1 per l'intervista
Micio 0

Ne approfitto per pubblicare l'intervista tratta da l'Eco di Bergamo dello scorso 31 marzo che ho fatto al mitico Valerio, che mi ha ricordato tra l'altro di aver allenato (o insieme) ai mitici fratelli Filippini

"Ha suscitato grande eco tre giorni fa il bellissimo discorso del Premier albanese Edi Rama durante il saluto ai 30 medici albanesi inviati in Italia per cercare, per quanto possibile, di dare un significativo contributo allo sforzo dei medici italiani in prima linea nella battaglia al coronavirus. Medici e infermieri albanesi che ora sono già al lavoro presso l’Ospedale di Brescia. Quello di Rama di fronte ai medici in partenza, esattamente come soldati in partenza per il fronte, è stato un breve speech pieno di sentimento e di valori che ha ricordato come la sua patria pur nei limiti delle proprie possibilità non abbia mai dimenticato l’aiuto e il sostegno che il popolo italiano ha dato alla popolazione albanese negli anni più duri della caduta del regime comunista e del grande esodo egli anni ’90. Non molti sanno però che Rama è un grande appassionato sportivo e i sui riferimenti al “gioco di squadra” nel discorso non sono stati utilizzati a caso. Edvin Kristaq “Edi” Rama, classe 1964, ha avuto una vita piena in tutti i sensi, figlio di uno scultore sotto il comunismo, grazie al suo fisico alto e robusto è stato giocatore di basket nella serie A e nella squadra nazionale albanese, bravo pittore (ha esposto anche alla Biennale di Venezia 2017 quando già era un politico affermato), professore di arti visive: fin da giovane attivo politicamente è stato sindaco di Tirana dal 2000 al 2007, segretario del Partito Socialista albanese, ma prima anche Ministro della Cultura, della Gioventù e dello Sport negli anni 1998-2000 quando rientrò dalla Francia dove si era rifugiato. Nel 2013 la sua nomina a Primo Ministro dell’Albania. in un governo già segnalatosi per importanti riforme sociali ed economiche (il 50% dei ministri oggi è di sesso femminile). Per Rama esiste un legame anche con la nostra città, il premier è infatti amico del “Vate” Valerio Bianchini, uno dei più grandi coach italiani di sempre, nato nella nostra provincia a Torre Pallavicina. Bianchini in carriera ha vinto tutto, due Coppe dei Campioni con Cantù e Roma (’81 e ‘84), tre scudetti con Cantù, Roma e Pesaro (’81, ‘83, ‘88), oltre a una Coppa Intercontinentale, una Coppe delle Coppe e una Coppa Italia a Bologna (oltre che ottenere da giovanissimo una promozione dalla D alla C1 come coach dell’Alpe Bergamo). Insomma una leggenda, che con Rama ha costruito un’amicizia che dura da trent'anni: “E‘ una cosa molto bella - commenta Valerio dalla sua casa di Roma - tutto nacque nel 1988 quando ci recammo giocare in Coppa dei Campioni con la Scavolini Pesaro contro Tirana, che era la squadra campione nazionale. All’epoca era diverso c’erano solo le squadre campioni e non esistevano i gironi come ora. Io ci ero già stato con Cantù in Albania, era n un posto meraviglioso, privo di modernità ma con una campagna intatta. Di solito quando arrivavamo ci mettevano addosso un paio di uomini dei servizi segreti: pensate che noi andammo con un aero privato e gli italiani potevano scendere subito mentre i due americani, terrorizzati (all’epoca era Darwin Cok e Darren Daye di Pesaro), aspettavano da soli sull’aereo fino a che non arrivava il benestare direttamente dal regime. Daye soprattutto ci faceva domande sul regime comunista e io come si suol dire “ci mettevo il carico”, per scherzare gli dissi che il regime era talmente di sinistra che non aveva rapporti con Russia e Cina considerandoli Paesi troppo a destra…Quella volta ad accoglierci invece delle guardie arrivò Rama, studente universitario e giocatore di basket, ragazzo colto che parlava benissimo italiano, con cui facemmo subito amicizia, Ci seguì ovunque in quella trasferta e ci accompagnò alla partenza fino all’ultima barriera, quasi commosso nel lasciarci andar via”. In quell’occasione il pittore Rama regalò a Bianchini, che era già famoso in Albania anche per i successi col Bancoroma, un quadro che raffigurava una ragazza in abiti locali. “Anni dopo Pierluigi Marzorati (campione del basket italiano a Cantù e in Nazionale) mi chiamò - prosegue Bianchini - dicendomi che Rama voleva rintracciarmi, lo sentìì e mi disse un sacco di cose bellissime. Tornai per 5 giorni con mia moglie a Tirana quando lui era sindaco, lui e la sua compagna ci portarono a fare un bellissimo viaggio per tutta la costa albanese fino al confine con la Grecia, a Butrinto, paesaggi meravigliosi. Lui ha trasformato Tirana quando è stato sindaco, era una città tremenda, oggi è una città colorata, rifatto i parchi, pulito i fiumi, dipinto i palazzi…proprio da artista quale lui è". Vi sentite ancora? “Si, sono tornato recentemente per un programma con l’Università di Tirana e lui è venuto a far colazione con noi in hotel la mattina dopo il mio arrivo. Sempre molto gentile. Un suo collaboratore mi ha regalato un libro che raffigura gli schizzi, i disegnini che che Edi ha fatto scarabocchiando durante le varie riunioni di lavoro e che sono stati raccolti in un volume”. L’invio dei medici in Italia? “Un’iniziativa bellissima che arriva da una piccola nazione e che giustamente ha avuto tanto risalto, c’è ancora un legame fortissimo con l’Italia. Così come lo è per me, mio padre ha fatto la Guerra e si trovava in Albania ai tempi dell’armistizio. Per due anni è stato ospitato e nascosto dalle famiglie albanesi prima di tornare in Italia”. E di Bergamo: “Mah, io vengo dai territori dell’Albero degli Zoccoli (il capolavoro di Ermanno Olmi), quei paesaggi contadini tipici. Ho bellissimi ricordi di Bergamo città e di quando allenai l’Alpe al Palasport al mio esordio”.


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